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Obbligo di Attestato Certificazione Energetica 2012
Scritto da Ing. Gianluca Montefusco   
Martedì 24 Gennaio 2012 09:20

Niente annunci immobiliari senza pagella energetica. Dal 1° gennaio 2012 diventa obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica nelle "offerte di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari". In pratica, chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato dovrà prima farsi fare la certificazione energetica da un tecnico abilitato, così da poter inserire il risultato negli annunci di vendita (affissi all'edificio o pubblicati su siti internet, riviste, giornali e altri mezzi di comunicazione).

Il D.Lgs. n. 28 del 03/03/2011 ("decreto rinnovabili" – attuazione della Direttiva Europea 2009/28/CE) stabilisce all'art.13, in modifica dell'art. 6 del decreto legislativo 19 Agosto 2005, n.192, che dal 01/01/2012 sarà obbligatorio riportare l'indice di prestazione energetica negli annunci immobiliari con trasferimento a titolo oneroso, dove per annuncio si intende la pubblicazione dell'offerta attraverso qualsiasi forma pubblicitaria e di comunicazione (cartelli pubblicitari, cartacea, internet, spot televisivi...) prevede che " Nel caso di offerta di trasferimento a titolo oneroso di edifici o di singole unità immobiliari, a decorrere dal 1° gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita riportano l'indice di prestazione energetica contenuto nell'attestato di certificazione energetica".

Addio all'autocertificazione in classe G
Chi un po' se ne intende, sa che esiste un'alternativa per evitare di fare la certificazione energetica in quasi tutta Italia (escluse solo Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e provincia autonoma di Trento): dichiarare che l'immobile – se sotto i mille metri quadrati di superficie - ha costi della gestione energetica molto alti e che andrebbe classificato perciò in classe G, quella con le prestazioni energetiche meno efficienti (a patto, ovviamente, che l'immobile abbia realmente prestazioni così inefficienti, altrimenti si dichiara il falso, ma per molti vecchi edifici la classe è effettivamente la G). Questa autocertificazione può essere contenuta nel rogito o anche in una dichiarazione allegata a parte e va trasmessa dal proprietario entro 15 giorni alla Regione.
Ora però che l'articolo 6 coma 2-quater del Dlgs 192/2005 impone negli annunci l'indice di prestazione energetica, derivante dall'attestato, di fatto la certificazione diviene obbligatoria per tutti o quasi, o almeno per chi fa pubblicità in qualche modo alla vendita di un immobile. Come si può, infatti, autocertificare e nel contempo indicare l'indice di prestazione in chilowattora al metro quadrato. A stretto rigore l'autocertificazione in classe G sopravvive solo in casi particolarissimi, quando non si fa alcun annuncio di vendita, perché, per esempio, l'immobile è alienato a un vicino o a un figlio. Del resto l'autocertificazione non è ammessa dalle direttive europee recepite.

Le implicazioni sono forti ed importanti. Richiedendo infatti obbligatoriamente non più la classe Energetica ma l'indice di prestazione energetica, misurato in kWh/m2 , il legislatore obbliga, nei casi prescritti, la stesura di un calcolo termotecnico per quantificare le prestazioni energetiche dell'edificio, calcolo che può essere effettuato solo ed esclusivamente da un tecnico abilitato. Cade perciò, nella stragrande maggioranza dei casi, la possibilità di dichiarare l'edificio in classe G da parte della proprietà, che sarà obbligata a contattare un tecnico per il calcolo dei fabbisogni energetici delle singole unità immobiliari oggetto di offerta di trasferimento a titolo oneroso. La norma infatti obbliga ad indicare un parametro quantitativo e non più solamente qualitativo, che avrebbe potuto, viceversa, alimentare ulteriormente la pratica dell'auto certificazione, in aperto contrasto, peraltro, con le direttive europee.

Le verifiche e le sanzioni

in merito alle verifiche sul rispetto dell'obbligatorietà, sono i Comuni gli enti interessati a predisporre i controlli. In realtà la norma nazionale non prevede sanzioni e questo aspetto è ancora abbondantemente da integrare, rendendo di fatto l'obbligatorietà poco incisiva. Esistono tuttavia delle eccezioni, come il caso della regione Lombardia che, con Delibera IX/2555 del 24/11/2011 stabilisce anche l'ammontare di ogni singola sanzione amministrativa, che va da 1.000 a 5.000 euro in caso di omessa indicazione.

attesato certificazione energetica

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